Cristina Kristal Rizzo

Residency

Cristina Kristal Rizzo è coreografa e ricercatrice attiva tra danza, performance e arti visive. Concepisce la coreografia come campo aperto di relazione e conoscenza incarnata, attraversando riferimenti che spaziano dal balletto alle pratiche somatiche e ritmiche. Le opere si configurano come ecosistemi, processi in cui il movimento emerge da tecnologie del corpo specifiche, assecondando un’ economia della grazia che privilegia la presenza alla rappresentazione. 

Per il progetto a Scuola Piccola Zattere collabora con Lucia Amara, studiosa di linguaggi performativi, scrittrice e ricercatrice con cui dal 2010 ha progettato Loveeee, un formato espositivo sul concetto di grazia. La presenza di Lucia Amara si configura all’interno della ricerca con la funzione di proporre criteri di catalogazione, attraversare una documentazione non ortodossa, rilevando connessioni tra oggetti e concetti. L’archivio d’artista può, in queso senso, collocare Cristina Kristal Rizzo in una precisa evoluzione della performatività dagli anni 90 a oggi, e al contempo riconoscerne la peculiarità estetica.

Durante la residenza di ricerca l’archivio esistente di tutto il lavoro coreografico viene riaperto e interpellato come organismo vivo e situato nel presente. L’attivazione dell’archivio assume la forma di un processo collettivo di trasmissione organizzato in una serie di momenti d’incontro, capaci di accogliere una polifonia di voci e di saperi: workshops sulle pratiche, lectures, scritture, assemblee — indagando una forma che connette pratica, pensiero critico e contesti del performativo contemporaneo. Alla base di questa ricerca c’è il pensiero della grazia che nasce dalla necessità di immaginare nuove forme di produzione e attivare un dispositivo basato sull'ospitalità incondizionata, a partire dal legame etimologico di “grazia” con “gratuito”.

BIO
CRISTINA KRISTAL RIZZO
Cristina Kristal Rizzo è danzatrice, performer e coreografa con sede a Firenze, attiva nella scena delle arti performative sin dai primi anni '90. È una delle fondatrici dello storico collettivo Kinkaleri, con il quale ha collaborato a lungo, confrontandosi con il panorama coreografico internazionale contemporaneo e ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu e il Premio Lo Straniero. Dal 2008 ha intrapreso un percorso indipendente nella produzione coreografica, orientando la sua ricerca verso una riflessione teorica di forte impatto dinamico, volta a rigenerare l'atto stesso della creazione e ad aprire interrogativi sul presente. Oggi una delle figure di spicco della coreografia italiana, viene regolarmente presentata in contesti internazionali dedicati alla danza contemporanea, alla performance e alla ricerca interdisciplinare nelle arti contemporanee. Parallelamente alla tournée, svolge un'intensa attività di formazione continua, conferenze, workshop e scritti teorici. Tra le sue creazioni recenti si annoverano: il progetto Monumentum the second sleep, ECHOES, TOCCARE the white dance (Danza&Danza Award per la coreografia contemporanea 2020), ULTRAS sleeping dances, VN Serenade, Prélude, ikea e BoleroEffect. Come coreografa ospite, ha creato opere per importanti teatri d'opera e istituzioni in Italia e all'estero, tra cui: Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino, Ater-balletto, Balletto di Toscana Junior, LAC Lugano, MACRO Roma, MUSEION Bolzano, Museo Pecci Prato, Museo del Novecento Firenze e MASI Museo Lugano. Ha contribuito alla creazione del progetto speciale La Piattaforma della Danza Balinese per il Santarcangelo Festival 2014 e 2015 e all'edizione 2021 di LiveArtsWeek con Xing. Dal 2019 partecipa attivamente a Sup de Sub, un progetto per giovani non professionisti provenienti dalle periferie di Marsiglia e Parigi. Nell'ottobre 2021 è stata artista ospite del progetto Juntarte / La Escena Inclusiva all'Avana, Cuba, e ha curato il progetto Cuba>>Firenze 2032 per il Fabbrica Europa Festival. Il suo lavoro è supportato e prodotto da Fuori Margine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna ed è artista in residenza presso il PARC/Fondazione Fabbrica Europa per il triennio 2025-2027.

LUCIA AMARA
Dopo il biennio in Archeologia all’Università di Catania, Lucia Amara si laurea in Lettere Classiche a Firenze con una tesi sulla critica alla democrazia. In questa fase della sua formazione frequenta la scuole del Balletto di Toscana e l’Ecole Internationale Rosella Hightower a Cannes. In seguito ha studiato tra Bologna (DAMS) e Parigi (Paris VII, Dipartimento di Semiologia e EHESS) orientando la sua ricerca su vocalità, performance e alcune forme irregolari dei linguaggi letterari, attraverso l’opera di Antonin Artaud, Fernand Deligny, Michel De Certeau, Louis Wolfson, Jean Starobinski. Ha svolto un periodo di ricerca sugli archivi vocali presso la Normale di Pisa e ha lavorato a un inedito manoscritto di Benveniste sulla blasfemia all’interno di un progetto di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma su mistica e linguaggio. Accanto all’attività teorica e saggistica e all’esperienza di critica e didatta (Xing a Bologna, Scuola Cònia diretta da Claudia Castellucci a Cesena), Lucia Amara ha sviluppato una pratica drammaturgica in dialogo con artisti del teatro e della danza (Kinkaleri, Cristina Rizzo, Chiara Guidi, Romeo Castellucci e Gloria Dorliguzzo). Ha pubblicato Teatro Infantile. L’arte scenica davanti agli occhi di un bambino (con Chiara Guidi, Sossella Editore 2019), Utopie Vocali (Mimesis 2015). Ha curato l’edizione italiana dei Cahiers di Artaud: Questo corpo è un uomo. Quaderni 1945-1948 (Neri Pozza 2025) e per Cronopio Letura d’Eprahi. Il libro perduto di Antonin Artaud.