
23/05 — 02/06/2026
Gianmaria Borzillo
23/05 — 02/06/2026
Residenza breve
E la bella stanza è vuota è la ricerca performativa e coreografica di Gianmaria Borzillo che prende spunto da una frase presente nelle Lettere a Milena di Franz Kafka, ripresa a sua volta dallo scrittore Edmund White, che descrive una relazione impossibile: delle persone vicinissime ma incapaci di incontrarsi davvero, intrappolate in un continuo sottrarsi reciproco. Questa immagine di vuoto e solitudine diventa il motore della scena, dove corpi isolati cercano nuove forme di comunità, ascolto e convivenza attraverso musica, ricordi e identità mutevoli.
Centrale è l’ispirazione tratta da Diamond Jubilee di Cindy Lee, album culto pubblicato nel 2024 fuori dalle logiche del mercato musicale. Un gesto radicale, anarchico e anti-sistemico che il lavoro performativo prova a evocare: un evento effimero, quasi clandestino, destinato a emergere e sparire. L’album diventa così materia drammaturgica per interrogare il rapporto con l’altro, il desiderio di trattenere chi scompare (non solo gli altri, ma anche l'Altro da me), dove la fotografia, sul modello delle immagini di Nan Goldin, diventa una traccia fragile della presenza di queste persone che abitano questa stanza ormai vuota.
Immagine: Ph. F. De Isabella
GIANMARIA BORZILLO (Sorrento, 1995) è un danzatore, performer e coreografo italiano che opera tra danza, performance e pratiche artistiche interdisciplinari. La sua ricerca si sviluppa nell’intersezione tra scrittura fisica, musica e drammaturgia visiva, elaborando un approccio transdisciplinare che attinge alla letteratura e al cinema e si plasma attraverso gli incontri all’interno di processi collaborativi. Si diploma come danzatore presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e intraprende studi accademici in Lettere Moderne, proseguendo successivamente la propria formazione in Cinema e Letteratura alla Sorbona di Parigi. Come performer, Borzillo ha collaborato con artisti di fama internazionale, tra cui Alessandro Sciarroni, con il quale interpreta lavori come Save the Last Dance for Me, progetto dedicato alla riscoperta della danza tradizionale bolognese polka chinata, presentato dal 2019 in importanti teatri e festival internazionali. Ha inoltre lavorato con artisti come Chiara Bersani e Antonio Tagliarini, prendendo parte a processi collaborativi che indagano la trasmissione, l’autorialità e la relazione tra i corpi. Accanto all’attività di performer, sviluppa una propria ricerca coreografica. Il suo primo lavoro, Under the Influence (2020), ha ricevuto una Menzione Speciale al bando della Biennale di Venezia dedicato a registi under 30, oltre a un riconoscimento del Premio Leo De Berardinis. La successiva creazione Femenine (2024), ispirata alla musica di Julius Eastman, è stata sostenuta da importanti istituzioni tra cui CENTQUATRE-PARIS, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e la Peggy Guggenheim Collection. La sua più recente ricerca performativa, And the beautiful room is empty (or other hallucinations inspired by Diamond Jubilee by Cindy Lee), è stata selezionata per la NID Platform 2025 – sezione Open Studios. La sua pratica artistica è caratterizzata da una forte attenzione alla musica e al cinema come matrici compositive, e da un interesse per il corpo inteso come luogo di trasformazione, memoria ed esperienza relazionale. Attraverso lavori sia individuali sia collaborativi, Borzillo indaga i processi di traduzione tra i corpi, la costruzione dell’identità e il potenziale della performance come spazio di percezione condivisa.