Jermay Michael Gabriel

Fellowship

La ricerca di Jermay Michael Gabriel indaga le relazioni storiche, simboliche e culturali tra Venezia ed Etiopia attraverso una prospettiva interdisciplinare legata alla storia globale, agli studi critici e alla produzione di immaginari. 
Partendo dalla sua identità italo-etiope-eritrea, considera Venezia non solo come luogo d’origine, ma come spazio epistemologico in cui si sono sedimentati secoli di scambi tra Mediterraneo, Africa orientale ed Europa. Il progetto intende superare una lettura limitata al colonialismo italiano, analizzando genealogie più profonde di contatti, rappresentazioni e immaginari che precedono l’età coloniale moderna. Attraverso archivi, mappe, manoscritti, iconografie e collezioni museali, esploro il modo in cui l’Etiopia è stata costruita e narrata nella cultura europea, dal mito del Prete Gianni alle reti religiose e commerciali veneziane. La ricerca mette inoltre in dialogo simboli condivisi, come il Leone di San Marco e il Leone di Giuda, interrogando immagini e oggetti come dispositivi ancora attivi nel presente.

Jermay Michael Gabriel è un artista, curatore e professore presso Addis Ababa University, nonché fondatore di Black History Month Milano e nuovo curatore della Biennale de Lubumbashi 2026, insieme a Sorana Munsya.
La sua pratica, sperimentale e sfaccettata, esplora temi legati all’identità, alla memoria e alla trasformazione, sviluppandosi come una complessa stratigrafia in cui frammenti nascosti riemergono nel tempo. Attraverso archivi, riferimenti architettonici e linguaggi visivi ibridi, che spaziano tra performance, fotografia e installazione; indaga le costruzioni epistemologiche tra Europa e Africa, decanonizzando immaginari creati o consolidati dalle gerarchie storiche e dalle loro stratificazioni. Il suo lavoro opera tra il visibile e l’invisibile, mettendo in tensione l’atto del seppellire e quello del rivelare, e invitando a una rilettura di storie sospese tra oblio, opacità e riemersione.